Michele Altieri1, Giovanni Calabria2, Michele Iester2
1 Unità Complessa Di Oculistica, Ospedale Padre Antero Micone, ATSL, Genova
2 Clinica Oculistica dell’Università di Genova, Genova

Il Case Report Leipzig 1750. La cataratta complicata di Johann Sebastian Bach

Abstract: Il grande compositore Johann Sebastian Bach (1685-1750) subì nell’ultimo anno della sua vita un importante calo del visus probabilmente dovuto a cataratta senile. Abbiamo scarse notizie intorno allo stato di salute generale del compositore. Sappiamo solo che venne operato a Lipsia nel 1750 dal controverso chirurgo oculare John Taylor (1703-1772). Questi fu un chirurgo sicuramente meritevole per le sue numerose pubblicazioni scientifiche che gli avevano dato grande notorietà in tutta Europa. Tuttavia lo stesso Taylor era anche ritenuto da molti contemporanei un ciarlatano per molti suoi atteggiamenti a dire poco grotteschi.
J. S. Bach subì due interventi di “couching” (reclinatio) a distanza di pochi giorni. Entrambi fallirono portando il compositore ad uno stato di cecità completa e di marcata sofferenza generale. Probabilmente si verificò nell’occhio operato (o forse in entrambi) un glaucoma secondario da dislocazione del cristallino con blocco pupillare. Johann Sebastian Bach morì poco meno di 4 mesi dopo questi interventi entrambi fallimentari per probabile ictus cerebrale. Le sofferenze sistemiche che portarono il compositore alla morte sono molto probabilmente secondarie alle cure mediche prestategli e non alle complicanze oculari degli interventi subiti.

Keywords: Cataratta, Reclinatio Lentis, Complicanze, Glaucoma Secondario, Endoftalmite, Cecità.

Introduzione

Johann Sebastian Bach fu probabilmente il più grande compositore della Storia della Musica. Portò il contrappunto e la fuga alla massima perfezione nelle sue composizioni. Egli nacque il 31 Marzo 1685 a Eisenach in Germania. Durante la sua vita non viaggiò molto. Passò infatti i suoi ultimi 27 anni ininterrottamente a Lipsia dove svolse il ruolo di insegnante e direttore musicale presso la chiesa di St.Thomas. Fu un grande organista, clavicembalista e compositore di musiche di vario genere, per vari strumenti e organici vocali e strumentali. Proprio durante il lungo periodo vissuto a Lipsia scrisse una grande moltitudine di cantate sacre, di cui ne sono giunte a noi circa trecento che rappresentano il più alto livello di musica sacra per il rito protestante. J.S. Bach morì a Lipsia il 28 Luglio 1750 all’età di 65 anni, completamente cieco, probabilmente a causa delle complicanze di due interventi di estrazione di cataratta come ci risulta dalle fonti storiche in nostro possesso.

Il celebre chirurgo oculare John Taylor, detto “Chevalier John Taylor” fu una figura molto controversa della storia dell’oftalmologia del diciottesimo secolo.

Nacque a Norwich, Inghilterra il 16/08/1703. Studiò presso la clinica del celebre ospedale londinese St. Thomas’s Hospital con William Cheselden uno dei più rinomati chirurghi inglesi dell’epoca e frequentò le lezioni di Hermann Boerhaave presso l’Università di Leiden nei Paesi Bassi.
Quindi lavorò come chirurgo presso il Norwich Hospital.

Le notizie biografiche a noi giunte di John Taylor sono ad opera dello stesso chirurgo nel suo libro autobiografico “The History of the travels and adventures of the Chevalier John Taylor” e di Georges Coats che scrisse nel 1915 una biografia del chirurgo intitolata “The Chevalier Taylor” in gran parte debitrice dell’autobiografia dello stesso Taylor.

All’età di 24 anni il nostro Chevalier pubblicò un trattato di oftalmologia fornito di accurate illustrazioni intitolato “An Account of the Mechanism of the Eye”.

Con questa pubblicazione Taylor fu universalmente riconosciuto come l’unico chirurgo oculare in Europa fornito di un’apprezzabile formazione medico-scientifica elevando scientificamente di fatto la figura del chirurgo (surgeon) che all’epoca non aveva affatto la stessa dignità del medico vero e proprio (physician).

Taylor in vita pubblicò 59 trattati, fu il primo a riconoscere il cheratocono, a descrivere le vie ottiche e a gettare le basi per la correzione dello strabismo teorizzando le prime tecniche chirurgiche sulla muscolatura extraoculare perfezionate poi da Johann Friedrich Dieffenbach.
Persino William Osler introdusse nella sua monumentale Bibliotheca Osleriana alcuni degli scritti di Taylor.

Dopo queste premesse lusinghiere va però detto che John Taylor fu anche conosciuto per una serie di comportamenti bizzarri e fraudolenti tali da essere anche ritenuto in vita e poi dai posteri come un ciarlatano.

Soleva viaggiare per le isole britanniche e per le principali città europee con un paio di carrozze accompagnato da uno stuolo di dipendenti (maggiordomi in livrea e vari servitori). La sua carrozza personale era decorata da grandi occhi e mostrava una scritta a grandi lettere “Qui dat videre dat vivere” (Chi dona la vista dona la vita). Il suo arrivo era preceduto nelle città da manifesti affissi ovunque e da articoli esageratamente lusinghieri sulla stampa locale, scritti probabilmente su commissione dello stesso Taylor.

Al suo arrivo nelle città era solito tenere delle lunghe conferenze, di fronte ad un pubblico pagante, spesso in lingua francese, sulla natura e la cura delle malattie oculari. Nell’ambito di queste conferenze stupiva il pubblico mostrando i suoi strumenti spesso fatti in oro oltre ai suoi abiti sontuosi e i suoi gioielli.

Quindi, raccolto un numero elevato di pazienti eseguiva con l’aiuto dei suoi attendenti sedute chirurgiche all’aperto e sempre di fronte ad un numeroso pubblico durante le quali operava pazienti affetti da cataratta, malposizioni palpebrali, opacità corneali e glaucoma.

Era molto esoso e si riferisce che accettava anche per pagamento oggetti preziosi ed orologi d’oro.

L’intervento eseguito da Taylor per la cataratta era l’intervento di “couching”, ovvero la reclinatio lentis, intervento che si può dire veniva eseguito da millenni con pochissime varianti.

John Taylor operò JS Bach nel 1750 poiché presumibilmente affetto da cataratta eseguendo una reclinatio lentis. L’intervento si complicò portando il compositore a essere rioperato e quindi ad una serie di sequele e complicanze che esitarono purtroppo con il decesso dello stesso compositore.

Lo scopo di questo studio è quello di effettuare una review della letteratura in merito per tentare di stabilire che cosa sia successo effettivamente alla luce delle attuali conoscenze storiche e scientifiche.

Read More