Amedeo Lucente
Oculista Libero Professionista

Cosa leggerete in questa edizione

Le novità nella Rivista oftalmologiadomani.it non mancano mai. Gli spunti arrivano dalle vicende di tutti i giorni, dagli input, sempre vividi e diretti, che scaturiscono dai colloqui con tanti colleghi che mi avvicinano per confronto, incontro e nelle discussioni, le più varie ed articolate. Così è nata l’idea dell’articolo del passato, “Il Case Report Leipzig 1750. La cataratta complicata di Johann Sebastian BachJoan Sebastian Bach” di Michele Altieri, oppure “Impegno, ansia e risultati ottenuti nella continua crescita chirurgica di una vita passata a fare l’oculista” di Guido Caramello. O ancora gli approfondimenti “Vademecum sulla responsabilità sanitaria e iter giudiziario in caso di medical malpractice” e ancora “Valore dell’oro e gli equilibri finanziari”.
Qualche critico, superficiale e malpensante, potrebbe dire che è solo esibizionismo, vanagloria, travalicare il proprio ambito o altro ancora. È semplice curiosità messa a disposizione di tutti, approfondimenti che non si ha il tempo di fare personalmente, in una sola espressione: puro spirito giornalistico e divulgativo.
Gli articoli sono il fulcro della Rivista e come tale hanno il rilievo che si meritano, degni, a mio parere, di paper per riviste impattate.

LE INTERVISTE

- Il Professor Roberto Antonelli, allievo di Aurelio Roncaglia ordinario di filologia ed insigne critico letterario, è stato nominato nel 2018 vicepresidente dell'Accademia dei Lincei di cui oggi è Presidente. Socio straniero della Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, professore emerito di filologia e linguistica romanza alla Sapienza - Università di Roma, e ordinario dal 1985. È Presidente della Società Filologica Romana dal 2010, Presidente della Société de Linguistique Romane dal 2016, Presidente della Fondazione Primoli ed è stato Presidente della «Casa delle culture» di Roma.
Un grande prestigio della Rivista aver avuto la possibilità di questa esclusiva intervista.
All’unisono con il direttore editoriale Antonello Rapisarda, sono profondamente onorato di accogliere tra le alte personalità del mondo culturale Roberto Antonelli, Professore emerito dell’Università La Sapienza di Roma, già ordinario di Filologia romanza, Presidente in carica dell’Accademia Nazionale dei Lincei, storicamente riconosciuta come la più antica accademia scientifica del mondo.

- Il Dottor Roberto Caputo è il Direttore dell’Oftalmologia Pediatrica, Ospedale Pediatrico Meyer IRCCS Firenze. Il colloquio instaurato, franco, misurato e sempre empatico, ci permette di immedesimarci nella alta professionalità necessaria ed indispensabile per essere oftalmologo pediatrico di successo. Con esperienza, capacità, competenze non comuni e personale intuito, senza alcuna perplessità, Roberto è professionista di primissimo piano nel campo della oftalmologia pediatrica italiana e non solo.
La sua caratteristica più saliente è l’estrema disponibilità che si associa alla sensazione personale, netta ed esplicita, di essere di fronte ad un professionista di vero spessore, di sicuro talento.
Grazie Roberto per questa opportunità, del colloquio aperto e franco che i colleghi sicuramente apprezzeranno.

- Il Professor Donald J. D'Amico è titolare della Cattedra e Direttore del Dipartimento di Oftalmologia Israel Englander presso il Weill Cornell Medical College e Primario di Oftalmologia del NewYork-Presbyterian Hospital.
Unanimemente riconosciuto in ambito internazionale quale eminente autorità nel campo della chirurgia vitreoretinica, ha assunto la direzione del Dipartimento presso il Weill Cornell nel 2006, dopo aver ricoperto per molti anni prestigiosi incarichi presso la Harvard Medical School, dove è stato Professore di Oftalmologia, nonché Vice Direttore del Dipartimento di Oftalmologia e Direttore dell'Unità per la Retinopatia Diabetica del Massachusetts Eye and Ear Infirmary.
Ringrazio Giampaolo Gini che è stato il mio prezioso ed indispensabile tramite per ottenere questa interessante intervista, sicuramente piena di spunti di peculiare esclusività.
A Don, affettuosamente così chiamato da amici e conoscenti più cari, giungano vive le mie congratulazioni, congiuntamente a quelle di Antonello Rapisarda, e splendidi gli auguri, i più sinceri, per le future prospettive professionali, sempre più radiose.

GLI ARTICOLI

- Valentina Carta, Francesca Frongia, Filippo Tatti, sotto la sapiente direzione di Enrico Peiretti dell’Università di Cagliari, hanno valutato l’efficacia della tomografia a coerenza ottica ad ampio campo, con apertura di 55°, nel rilevare la presenza di fluido sottoretinico periferico persistente dopo chirurgia per distacco di retina regmatogeno. Lo studio presentato, osservazionale retrospettivo, ha avuto il fine di valutare la possibile presenza di fluido sottoretinico persistente dopo intervento chirurgico in modalità di illuminazione infrarossa, utilizzando i vasi periferici come punti di repere per migliorare la ripetibilità e il suo monitoraggio.
Degli 80 pazienti, l’analisi dei potenziali fattori di rischio associati alla persistenza di fluido sottoretinico ha evidenziato un’associazione statisticamente significativa con l’età giovanile (p = 0,009) mentre, dopo un periodo di follow-up medio di 7,05 ± 2,44 mesi (range 3-12 mesi), è stata osservata una completa risoluzione del fluido in tutti i pazienti (100%) entro 12 mesi, con miglioramento dell’acuità visiva nei pazienti esaminati.
Gli autori concludono che l’utilizzo di SD-OCT ad ampio campo di 55° ha permesso di monitorare efficacemente il decorso del riassorbimento del fluido subretinico periferico, rappresentando una valida alternativa in tutti quei contesti in cui tecnologie più avanzate come l’OCT ultra-wide-field (UWF-OCT) non sono disponibili. Enrico Peiretti da sempre si è dedicato alla chirurgia vitreoretinica, raggiungendo livelli di vera eccellenza, rappresentando un punto di sicuro riferimento regionale e non solo. I giovani colleghi che hanno partecipato allo studio sapranno con certezza approfittare delle capacità di Enrico per continuare e sviluppare la scuola chirurgica vitreoretinica di Cagliari.
Grazie agli amici autori, promettenti e brillanti colleghi, e ad Enrico, da sempre vicino alla Rivista, ogni felicitazione e ammirazione.

- Maura Mancini, Antonio Valastro, Gregorio Lo Giudice, Antonino Pioppo, Giovanni William Oliverio, Claudio Brancato, Alessandra Mancini, Paola Palino, Laura De Luca, Pasquale Aragona ed Alessandro Meduri hanno valutato, nella chirurgia del distacco di retina regmatogeno, la possibilità di alterazioni della superficie oculare e dell’innervazione corneale. Tali sottovalutati aspetti negli ultimi anni hanno suscitato crescente interesse per le possibili implicazioni cliniche nel decorso postoperatorio. Lo studio che con favore pubblichiamo, prospettico multicentrico, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Cornea. La valutazione dell’impatto della vitrectomia pars plana associata a fotocoagulazione endolaser a 360° sulla sensibilità corneale, sulla stabilità del film lacrimale e morfologia del plesso nervoso sub-basale corneale, ha incluso 50 occhi affetti da distacco di retina regmatogeno sottoposti a vitrectomia primaria.
Tutti i pazienti sono stati valutati mediante estesiometria di Cochet-Bonnet, Tear Break-Up Time (TBUT) e microscopia confocale corneale in vivo prima dell’intervento e ad un mese dalla chirurgia. I risultati hanno evidenziato una significativa riduzione della sensibilità corneale, del TBUT e dei principali parametri morfometrici delle fibre nervose corneali. Le alterazioni sono risultate più marcate nei pazienti sottoposti a tamponamento con olio di silicone rispetto a quelli trattati con gas. Inoltre, le complicanze neurotrofiche corneali sono state osservate prevalentemente nel gruppo silicone. Lo studio dimostra come la vitrectomia associata a endolaser retinico esteso possa determinare una significativa compromissione dell’innervazione corneale e dell’omeostasi della superficie oculare, sottolineando l’importanza di un attento monitoraggio postoperatorio, soprattutto nei pazienti sottoposti a tamponamento con olio di silicone.
Maura Mancini, in forza alla Divisione di Oftalmologia dell’Università di Messina, con lungimiranza guidata da Pasquale Aragona, si è instradata da tempo verso la chirurgia vitreoretinica.
Con il supporto prezioso e rilevante di Nino Pioppo, e la guida di Alessandro Meduri, giovane universitario talentuoso e di elevate qualità professionali e personali, Maura sta raccogliendo consensi e successi della strada intrapresa. Sicuramente il padre, il collega e amico Antonino, avrà molti motivi per rallegrarsi del percorso intrapreso dalla cara figlia.
Un grazie e auguri a tutti i giovani autori. Particolari sentimenti di vicinanza, affetto e stima ai loro mentori, gli amici Nino Pioppo e Pasquale Aragona, stimatissimi e prestigiosi professionisti, e Gregorio Lo Giudice, da pochissimo alla direzione dell’Unità Operativa Complessa di Oftalmologia ARNAS Civico Di Cristina – Benfratelli Palermo e, non per ultimo, ad Alessandro Meduri, brillante elitario accademico che merita ogni più lusinghiero successo.

- Luigi Maria Brotto, Andrea Lembo, Paolo Nucci dell’Ospedale San Giuseppe, Università degli Studi di Milano e Marco Battista e Piero Barboni dell’Università Vita-Salute, IRCCS Ospedale San Raffaele sempre del capoluogo lombardo, ci parlano, con dottrina e competenza, della neuropatia ottica ereditaria di Leber (LHON). Malattia mitocondriale rara, in età pediatrica può manifestarsi con caratteristiche cliniche atipiche e avere importanti difficoltà diagnostiche. Gli autori descrivono il caso di una paziente di 4 anni con calo visivo acuto bilaterale, associato a pseudoedema del disco. La valutazione neuro-oftalmologica e l’approfondimento genetico hanno consentito di identificare la mutazione m.3460G>A del DNA mitocondriale, confermando la diagnosi di LHON a esordio infantile. Dopo l’avvio della terapia con idebenone, la paziente è stata sottoposta a bendaggio occlusivo nell’ipotesi di una componente di ambliopia associata. Nonostante una buona aderenza terapeutica e un follow-up prolungato, il recupero funzionale è risultato modesto e l’occlusione è stata progressivamente sospesa per assenza di ulteriori benefici clinici.
Il caso, evidenziano gli autori, fa rilevare la complessità dell’inquadramento diagnostico delle forme pediatriche di LHON, e suggeriscono che un approccio multidisciplinare e una diagnosi precoce rimangono elementi fondamentali per la gestione di questi difficili pazienti. Importante causa di cecità nella popolazione maschile, con una prevalenza stimata compresa tra 1 su 31.000 e 1 su 50.000, la LHON può rappresentare una vera sfida diagnostica e terapeutica. Gli autori sono avvezzi alle problematiche oftalmologiche pediatriche di confine, oltre i limiti della comune diagnostica neuroretinica. La necessità di ricorrere a centri pediatrici di livello è, per questi casi, necessario e direi obbligatorio per garantire precoci diagnosi e le migliori cure.
Alcune volte, come per gli autori di questo articolo, fare i complimenti non è prassi di pura educazione editoriale.
Il mio grazie sentito giunga ai giovani brillanti autori Luigi Maria Brotto, Marco Battista e Andrea Lembo; a Piero Barboni, tra i più eminenti cultori e conoscitori delle patologie neuro-oftalmologiche non solo in Italia, speciali congratulazioni per i suoi studi e il suo impegno; a Paolo Nucci, ogni illimitato affetto; nei suoi confronti la penna non si trattiene: libera irrefrenabile scorre e scrive esaltanti plausi, riconoscimenti universali, totale ammirazione.

- Il mio articolo, prende lo spunto delle incertezze e perplessità esistenti in materia medico-legale.
Il fine del breve vademecum inerente la medical malpractice è di offrire, per quanto è possibile, facili informazioni ed utili indicazioni ai colleghi in campo delle tematiche legali ed assicurative che possono interessare la nostra professione.
La suddivisione tra penale e civile potrà rendere più agevole la comprensione. Inoltre, aver seguito uno schema a step, scompone le tematiche, semplificandole e rendendole più familiari. Il supporto dell'Avvocato Antonio Gagliano del Foro di Gela, componente del Consiglio Nazionale Forense per la parte dottrinale, e dell’Avvocatessa Sofia Coscia del Foro di Castrovillari per i suggerimenti sul testo, sono stati indispensabili. Spero di essere riuscito a dare risposte e chiarimenti in questo campo che prendiamo in considerazione solo quando ne siamo, purtroppo, coinvolti. La tutela assicurativa è essenziale, come fondamentale è avere il confronto e il supporto di validi professionisti. Essere rappresentati ed iscritti ad una Associazione nazionale di riferimento, ampiamente rappresentativa, consolida, rafforza e completa, straordinariamente, la nostra tutela professionale in ogni campo.

OFTALMOLOGIA D’ALTRI TEMPI

- Michele Altieri dell’Unità Complessa di Oculistica, Ospedale Padre Antero Micone, ATS, e Giovanni Calabria e Michele Iester della Clinica Oculistica dell’Università di Genova, ci propongono un’insolita e originale storia dell’oftalmologia d’altri tempi: la cataratta del grande compositore Johann Sebastian Bach (1685-1750), “Il Case Report Leipzig 1750”. Bach subì nell’ultimo anno della sua vita un importante calo del visus probabilmente dovuto a cataratta senile. Abbiamo scarse notizie intorno allo stato di salute generale del compositore. Sappiamo solo che venne operato a Lipsia nel 1750 dal controverso chirurgo oculare John Taylor (1703-1772). Questi fu un chirurgo sicuramente meritevole per le sue numerose pubblicazioni scientifiche che gli avevano dato grande notorietà in tutta Europa. Tuttavia lo stesso Taylor era anche ritenuto da molti contemporanei un ciarlatano per molti suoi atteggiamenti a dire poco grotteschi. J. S. Bach subì due interventi di “couching” (reclinatio) a distanza di pochi giorni.
Entrambi fallirono portando il compositore ad uno stato di cecità completa e di marcata sofferenza generale. Probabilmente si verificò nell’occhio operato (o forse in entrambi) un glaucoma secondario da dislocazione del cristallino con blocco pupillare. Johann Sebastian Bach morì poco meno di 4 mesi dopo questi interventi entrambi fallimentari per probabile ictus cerebrale. Le sofferenze sistemiche che portarono il compositore alla morte sono molto probabilmente secondarie alle cure mediche prestategli e non alle complicanze oculari degli interventi subiti.
Michele Altieri è un estimatore esperto della musica classica, nonché fine clavicembalista. Con collaboratori di primo livello come Giovanni Calabria e Michele Iester, oltre che per i loro riconosciuti ed acclarati meriti professionali, il risultato finale ottenuto è senz’altro affascinante, ti trasporta verso atmosfere d’altri tempi, nella consapevolezza che gli attuali sono traguardi raggiunti che hanno antichi retaggi, dati per scontati e naturali.
Invece sono il frutto di progressi a piccoli passi, sostanziali ed essenziali, per arrivare all’eccellenza chirurgica di oggi.
A Michele un plauso di riconoscenza per l’originale ed esclusivo contributo; a Giovanni Calabria e Michele Iester, che conosco e stimo da anni, un grazie anche a nome di Antonello Rapisarda.

OLTRE L’OFTALMOLOGIA

- Giulio Maria Ricciuto ci regala uno spaccato lucido e preciso della vita dei Pronto Soccorso in Italia. Argomento con risvolti sociali di natura emergenziale per la perenne sproporzione tra risorse disponibili e domanda sanitaria, la richiesta dell’intervento ed il ricorso ai pronto soccorso è in costante e progressivo aumento in Italia. L’articolo descrive le esigenze delle aree emergenziali evidenziandone i deficit ed elencandone le necessità. È uno spaccato veritiero, come solo chi opera ogni giorno in questa realtà ad alti tassi di utenza può efficacemente rappresentare. Direttore UOC Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza Ospedale GB Grassi, Lido di Ostia, ASL Roma 3 e Past President SIMEU Lazio, Giulio Ricciuto ha nel proprio DNA la medicina d’urgenza, il pronto intervento, il fare pensando piuttosto che il tergiversare. Una fotografia veritiera, orizzontale, scattata dalla parte dell’utente, a servizio della sanità pubblica, architrave essenziale ed indispensabile, simbolo di civiltà e della vera democrazia, del potere politico a servizio della popolazione e non dell’autocrazia personale e autoreferenziale. Giulio non è professionista di troppi convenevoli. I colleghi come lui costituiscono l’ossatura portante della sanità italiana.
Incarnano la più elevata capacità medica, che si manifesta, in modo eclatante, nel pronto intervento, nell’agire subitaneamente nell’immediatezza dell’emergenza, con determinazione e assoluta destrezza e sicurezza.
Grazie Giulio a nome di tutta la redazione

- Guido Caramello in “Impegno, ansia e risultati ottenuti nella continua crescita chirurgica di una vita passata a fare l’oculista” non scrive solo la sua autobiografia, di un grande oftalmologo, delle sue capacità clinico-chirurgiche. È il racconto veritiero e spontaneo della sua vita professionale raccontata in prima persona, piena di vicende, momenti esaltanti e di pausa, un ripensamento che è anche motore incoercibile per andare avanti, per proseguire, per offrire ancora e di più il meglio. Ci vorrebbero tanti altri racconti come questo: così, più efficacemente, le giovani generazioni potranno avere certezze, incoraggiamenti, vero sostegno.
Guido rappresenta per molti colleghi un esempio, un traguardo da raggiungere, un professionista da imitare. Ancora tanti giovani hanno bisogno dei tuoi consigli, dei tuoi preziosi ed unici insegnamenti.

APPROFONDIMENTI

Questa volta l’approfondimento culturale è toccato al metallo più prezioso, per il quale molta parte della storia dell’umanità è stata determinata e influenzata. Il “Valore dell’oro e gli equilibri finanziari” trova spunto dalle vicende attuali, politiche ed economiche, solo apparentemente svincolate tra loro. Nell’economia globale il valore dell'oro è strettamente legato ai mutamenti e alle incertezze che attraversano il sistema economico internazionale. Non soltanto nei periodi storici in cui l’inflazione cresce, le tensioni geopolitiche sono più evidenti e la crescita del debito accelera, ma anche nelle fasi di relativa stabilità ed espansione economica, il metallo giallo ha sempre rappresentato il bene rifugio per eccellenza, configurandosi quale riserva di valore, di solidità e continuità patrimoniale tanto per gli Stati quanto per gli investitori privati.
Le prospettive sul valore del metallo giallo e del suo rapporto con l'economia nel prossimo futuro dipendono da molti fattori. Le tensioni geopolitiche e l'aumento dei debiti pubblici spingono gli investitori a considerare l’investimento nel metallo giallo come tutela dal rischio dei sistemi finanziari. Banche Centrali di economie emergenti e del blocco BRICS, l’alleanza economica e politica di Paesi emergenti formata da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, Egitto, Iran, Etiopia, Emirati Arabi Uniti e l'Indonesia con il 40% della popolazione globale, continuano ad accumulare riserve auree, al fine di ridurre la dipendenza dal dollaro statunitense. Dopo una crescita storica che ha portato le quotazioni a superare i $ 4.500 l’oncia, gli analisti prevedono un rialzo dell’oro a oltre i $ 5.000 l'oncia, che entro il 2030 arriverà tra i $ 6.200 e i $ 10.000 per oncia. In futuro sarà possibile l’acquisto di oro in piccole quantità. L'oro continuerà a rimanere un punto fermo, un bene di riferimento, una misura di stima, un controvalore, il bene della ricchezza per antonomasia, destinato a confermarsi come asset cruciale nell’economia attuale e del prossimo futuro.

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