Amedeo Lucente
Oculista Libero Professionista

Dati strutturali e danno alle cellule gangliari retiniche

Abstract: Le alterazioni strutturali e funzionali spesso si sovrappongono nel campo medico. Le patologie oftalmologiche non sono indenni da tali sovrapposizioni, le cellule gangliari retiniche in special modo. Nella neuroretina una diagnosi causale del danno delle cellule gangliari retiniche è spesso difficile, multiforme eziologicamente. Le strumentazioni moderne e sofisticate non facilitano sempre la fine diagnosi, specialmente negli stadi medio-avanzati del danno gangliare. Lo scopo di questo breve report è di sollecitare l’attenzione verso la diagnosi differenziale nella pratica clinica oftalmologica sulle cause dei deficit delle cellule gangliari retiniche. Spesso si trascurano e sottovalutano le cause sistemiche, inerenti le patologie del sistema nervoso centrale. Si indirizza prevalentemente l’interesse verso la patologia glaucomatosa, che indubbiamente costituisce terreno di più frequente riscontro per i deficit delle cellule gangliari retiniche, trascurando le altre noxe del sistema nervoso centrale che di frequente le coinvolgono come privilegiato bersaglio.

Abbreviazioni e Keywords: RGCs Retinal Ganglion Cells, GCT Ganglion Cell Thickness, GON Glaucomatous Optic Neuropathy, ONH Optic Nerve Haed, RNFL Retinal Nerve Fiber Layer, TNF Tumor Necrosis Factor, TRD Transneuronal Retrograde Degeneration.

Introduzione

Il dato strutturale e quello funzionale in medicina sono stati spesso indagati e messi a confronto tra loro per meglio comprendere la diagnosi, il follow-up e la prognosi delle varie patologie. Le alterazioni istologiche e anatomiche dovrebbero corrispondere ad altrettanti e proporzionali deficit funzionali. Non è sempre facile e agevole trovare strette relazioni tra danno strutturale e conseguente deficit funzionale. Il dualismo struttura/funzione nel glaucoma ha caratterizzato fortemente numerosi studi e influenzato le nostre conoscenze.

Il biologo D’Arcy W. Thompson (1860–1948), autore di “On Growth and Form”, è considerato tra i precursori di quella disciplina oggi definita bio-matematica.

Nella prima stesura del suo libro di 793 pagine del 1917, diventate 1116 nella seconda del 1942, illustra in maniera puntuale un campionario di analogie tra strutture e morfologie create in natura.

Tra l’altro afferma: “L’armonia del mondo si manifesta nella forma e nel numero, e il cuore e l’anima e tutta la poesia della filosofia naturale si incarnano nel concetto della bellezza matematica. Tale è la perfezione della bellezza matematica che ciò che più è aggraziato e regolare, insieme è più utile e perfetto”.

Il paragone tra struttura e funzione dal mondo naturale e le patologie mediche è stato spontaneo, del tutto immediato. La medicina si è sempre ispirata alla natura nelle sue più varie forme ed aspetti. L’imaging tomografico è stato il punto di svolta, ha rivalutato la diagnosi strutturale facendola assurgere a dato diagnostico e prognostico non solo nelle patologie retiniche ma anche nel glaucoma.

La testa del nervo ottico ONH, Optic Nerve Haed, e lo strato delle fibre nervose peripapillari RNFL, Retinal Nerve Fiber Layer, sono i target principali strutturali di molti studi sulla malattia iperbarica. David F. Garway-Heath è tra i maggiori studiosi della relazione struttura/funzione nel glaucoma. A lui si deve la definizione puntuale e goniometrica dei campi settoriali del RNFL nei confronti di singoli cluster del campo visivo.

Dati strutturali tomografici e i rilievi istologici di danno post-mortem nei riguardi delle RGCs e dei loro assoni sono reperibili nell’Alzheimer, nel Parkinson, nella malattia o Corea di Huntington, nella MSA, Multiple System Atrophy, atrofia multipla sistemica, nella SCA, Spinocerebellar ataxia, atassia spino-cerebellare, nella paralisi cerebrale spastica e in alcune altre patologie neurologiche sistemiche.

Si è riscontrato che il bersaglio retinico principale nell’Alzheimer e nella MSA sono le cellule gangliari di tipo magnocellulare, M-cells, con assottigliamento del RNFL nei quadranti superiori intorno alla papilla ottica.

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