Utilità dell’OCT Wide Field 55° nel monitoraggio del fluido sottoretinico periferico residuo dopo intervento di distacco di retina regmatogeno
ABSTRACT
Introduzione: Questo studio ha valutato l’efficacia della tomografia a coerenza ottica (SD-OCT) ad ampio campo (WF) 55°, nel rilevare la presenza di fluido sottoretinico (SRF) periferico persistente dopo chirurgia per distacco di retina regmatogeno (RRD).
Metodi: Studio osservazionale retrospettivo. La periferia retinica è stata esaminata per valutare la possibile presenza di fluido sottoretinico persistente dopo intervento chirurgico. Le scansioni OCT sono state acquisite in modalità infrarossa, utilizzando i vasi periferici come punti di repere per migliorare la ripetibilità del monitoraggio del fluido sottoretinico.
Risultati: Sono stati esaminati 80 pazienti (10% con miopia elevata) mediante SD-OCT ad ampio campo 55° dopo vitrectomia via pars plana (83,8%) o cerchiaggio sclerale (16,3%) per RRD. In totale, 18 pazienti (22,5%) — di cui 16 sottoposti a vitrectomia via pars plana e 2 a cerchiaggio sclerale — hanno presentato SRF all’esame OCT durante il follow-up. L’analisi dei potenziali fattori di rischio associati alla persistenza di SRF ha evidenziato un’associazione statisticamente significativa con l’età giovanile (p = 0,009). Dopo un periodo di follow-up medio di 7,05 ± 2,44 mesi (range 3-12 mesi), è stata osservata una completa risoluzione del fluido in tutti i pazienti (100%) entro 12 mesi. L’acuità visiva migliore corretta (BCVA) è migliorata significativamente in entrambi i gruppi nel corso del tempo.
Conclusioni: L’utilizzo del SD-OCT ad ampio campo di 55° ha permesso di monitorare efficacemente il decorso del riassorbimento del fluido subretinico periferico, rappresentando una valida alternativa in tutti quei contesti in cui tecnologie più avanzate come l’OCT ultra-wide-field (UWF-OCT) non sono disponibili.
Keywords: distacco di retina regmatogeno; fluido sottoretinico periferico; SD-OCT; OCT a campo ampio di 55°; monitoraggio post-chirurgico; riassorbimento del fluido sottoretinico.

Introduzione
Una piccola falda di fluido sottoretinico (SRF) può persistere dopo l’intervento chirurgico per distacco di retina regmatogeno (RRD) anche quando la retina appare completamente aderente all’esame oftalmoscopico. Il fluido sottoretinico può essere definito come una falda di fluido poco profonda e concava localizzata sotto o intorno alla fovea (che appare come accumuli focali di fluido chiamate "blebs") o localizzata perifericamente. Nel 1983 Machemer fu il primo a descrivere piccoli accumuli di SRF nelle scimmie dopo la risoluzione di un distacco di retina.
Dopo chirurgia per RRD, la persistenza di SRF è stata osservata in oltre il 50% dei pazienti sottoposti a cerchiaggio sclerale (SB) e fino al 15% di quelli trattati con vitrectomia via pars plana (PPV). La maggiore frequenza di SRF persistente dopo SB può essere attribuita al fatto che, in assenza di vitrectomia, non tutto il fluido viene completamente drenato durante l’intervento, con conseguente formazione di piccoli accumuli di SRF nel post-operatorio.
L’avvento della tomografia a coerenza ottica (OCT) ha rivoluzionato la valutazione dei pazienti affetti da patologie maculari e vitreo-retiniche. Per l’identificazione e il monitoraggio del SRF, che può sfuggire alla rilevazione durante l’esame clinico convenzionale, l’OCT rappresenta uno strumento prezioso e non invasivo. Come dimostrato da Cereda e collaboratori, l’imaging OCT è utile per valutare il SRF anche nei casi di distacco di retina regmatogeno (RRD), consentendo l’identificazione, la misurazione e lo studio delle caratteristiche del distacco, con conseguente miglioramento della gestione clinica e del processo decisionale terapeutico.
Inoltre, una falda di fluido sottoretinico poco profonda, caratterizzata da un’altezza inferiore a 300 μm, spesso non è rilevabile all’esame funduscopico di routine e richiede l’impiego dell’OCT. La sua valutazione riveste un ruolo critico durante il follow-up, poiché è di fondamentale importanza indagare eventuali deiscenze della rottura retinica o identificare piccoli fori misconosciuti, al fine di valutare l’eventuale necessità di un reintervento.
Il campo di acquisizione standard dei sistemi OCT è di 30°, adatto principalmente per lo studio delle patologie maculari. Tuttavia, i progressi tecnologici nell’imaging hanno aperto una nuova era, introducendo sistemi di OCT ad ampio campo (WF) e ultra-wide-field (UWF) in grado di catturare rispettivamente un campo (FOV) di 55° e 200°. L’UWF-OCT consente la valutazione dell’estrema periferia della retina fino alla pars plana; tuttavia, il suo elevato costo ne limita la disponibilità in alcuni contesti sanitari.
Lo scopo del presente studio è stato valutare l’efficacia dello Spectral-Domain (SD)-OCT ad ampio campo di 55° nel rilevare la presenza di SRF periferico durante il follow-up di pazienti sottoposti a chirurgia per RRD.
MATERIALI E METODI
Questo studio osservazionale retrospettivo è stato condotto presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari, Italia. Lo studio è stato realizzato in conformità con le linee guida della International Conference on Harmonization-Good Clinical Practice (ICH-GCP) e ha aderito ai principi della Dichiarazione di Helsinki.
